Una al giorno – La selezione naturale è in ferie

Ieri cercavo un attrezzo da un catalogo online.
Obiettivo chiaro: individuare il pezzo giusto, fare uno screenshot decente e mandare mio marito in negozio a colpo sicuro, senza giri a vuoto, senza “forse è questo”, senza telefonate disperate dal reparto utensileria.

Come persona responsabile (e ormai disillusa), vado subito a leggermi le recensioni negative.
Perché le positive dicono sempre “fantastico!!!” anche a un fermacarte, mentre le negative, di solito, spiegano dove sta l’inghippo.

E invece.

Trovo una sfilza di 1 stellina che mi fa seriamente dubitare del futuro dell’umanità.

Tipo:

— È arrivato difettoso e l’ho restituito.
Ok, capisco la delusione. Succede. Ma magari… dico magari… era quel singolo pezzo? Prova a fartelo cambiare prima di affossare un prodotto come se fosse la causa del riscaldamento globale.

— È difficile da impostare, perché non ha uno schermo.
Non ha uno schermo… perché non deve averlo.
Era un regolatore analogico.
A manopole.
Due manopole.
Due.
Giri a destra, giri a sinistra. Fine.

— Non ho trovato nessuno che mi togliesse le viti per aprire il vano batteria, ho dovuto restituirlo.