Mantova – Piccolo supermercato.

Ottava ora di turno. Sono stanco morto, non ce la faccio davvero più… è quella fase della giornata in cui sorridi ancora, ma solo per abitudine muscolare.

So di aver esagerato, ma cavolo, a volte non puoi trattenerti davanti a certi soggetti.

Si avvicina una signora.

“Scusi, dov’è il lievito fresco? Non lo trovo.”

“Mi dispiace signora, è finito. Ce lo consegnano domani.”

“Non può controllare in magazzino?”

“In magazzino non ce n’è, purtroppo.”

“Ma non ha controllato.”

“So che non c’è, signora. Domanì arriva.”

Non sembra convinta, ma lascia perdere e va.

Venti minuti dopo sono dall’altra parte del negozio a sistemare uno scaffale, schiena girata. Sento una voce familiare che parla con la mia collega.

“Scusi, il lievito fresco? Non ne vedo sullo scaffale.”

La collega, con il tono di chi sta per godersi qualcosa: “Guardi che fortuna, il nostro responsabile di reparto è proprio qui.”

Mi giro.

La signora mi vede. La faccia le cade.

“Sì signora, è ancora finito.”

“Non ha neanche controllato!”

Ottava ora di turno. Ottava…….

“Signora, ha un elefante in camera da letto?”

“…cosa?”

“A casa sua. In camera da letto. C’è un elefante?”

“Ma cosa sta dicendo??? Ma certo che no!!!!”

“Come fa a saperlo? Non dovrebbe andare a controllare?”

“È un paragone stupido, sto chiedendo del lievito non un elefante!”

“Signora, lavoro in questo reparto da stamattina. Conosco ogni scaffale come le mie tasche. Non vado in magazzino per una risposta che so già. Le probabilità che ci sia del lievito fresco in magazzino sono le stesse che ci sia un elefante nella sua camera da letto. Torni domani!.”

Sbuffa, e stizzita se ne va a passo svelto.

La mia collega aspetta che sparisca dietro l’angolo.

“Sai che sei nei guai se torna a casa e trova l’elefante?”

Ridiamo. Per trenta secondi buoni.

Il giorno dopo il capo mi ha convocata.

“Mi è arrivata una segnalazione. Hai detto a una cliente che ha un elefante in camera da letto.”

“Tecnicamente ho chiesto se ce l’aveva.”

Mi ha guardato in silenzio per tre secondi.

“Non farlo più.”

“Sì…. ma ero stanco, continuava a fare la stessa domanda….”

“…ma alla fine aveva un elefante in camera?”

“Non credo….”

“Peccato.”

E niente, non ce l’ha fatta, è scoppiato a ridere!