È l’ora dell’aperitivo e sono sola nel bar: il titolare non c’è e la collega ha appena finito il turno. Devo gestire contemporaneamente sala e bancone, quindi mi armo di pazienza, sfodero le mie altre 67 braccia alla Doctor Octopus e comincio a lavorare.

Arrivano 10 ragazzi, che ordinano altrettanti Spritz, e subito dopo si accomoda una coppia.

Prendo prima l’ordinazione dei ragazzi, poi raggiungo il nuovo tavolo.

“Buonasera, che cosa posso portarvi?”

L’uomo sceglie una birra con il relativo bicchiere. Mi rivolgo alla signora e lei mi chiede.

“Senti, che birre avete?”

Comincio dalle più comuni, poi le illustro quelle artigianali: una ambrata, una nera, una rossa e altre ancora. In totale abbiamo circa 40 birre.

La cliente sceglie una delle artigianali come punto di partenza.

“Quanti gradi ha questa?”

Le rispondo.

“E quella nera? Dove viene prodotta? Chi è il mastro birraio? Che sapore ha? È strong?”

Passa alla successiva e ricomincia: gradazione, provenienza, fermentazione, colore, ingredienti e caratteristiche.