Lavoro in una tabaccheria con edicola e, tra giornali, sigarette e pagamenti, facciamo anche le ricariche telefoniche.
Un cliente torna nel negozio appena 10 minuti dopo averne fatta una da 20 €. Entra con il telefono in mano e l’aria di chi, nel frattempo, ha aperto un’indagine.
“Adesso mi devi spiegare un paio di cose tu.”
“Ehhh, prego.”
“IO HO FATTO LA RICARICA. PERCHÉ MI DICE CHE NON HO CREDITO?”
Lo urla come se fossi personalmente responsabile del saldo del suo telefono.
“Guardi, signore, io qui faccio la ricarica. Per sapere che cosa sia successo deve chiamare il 190.”
“Sì, certo! Così voi della Vodafone mi spillate altri soldi.”
“Guardi che questa non è la Vodafone. È una tabaccheria.”
Lui continua a fissarmi senza sembrare particolarmente colpito dalla differenza. Per provare a chiudere la questione, prendo il telefono e controllo i movimenti.
Il mistero dura poco.
“Bene, lei aveva un credito negativo di 20 €. Con la ricarica da 20 €, al netto dell’euro previsto dal servizio, ne sono arrivati 19. Per questo è ancora senza credito disponibile.”
Il cliente si illumina. Non perché abbia capito, ma perché evidentemente ha trovato il colpevole.
“Io lo so dove finisce quell’euro!”
“E dove?”
“VE LO FOTTETE VOI TABACCAI BASTARDI!”
Poi gira sui tacchi ed esce.
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