“Buonasera. Ho una prenotazione.”

Controllo al computer. Tutto regolare.
Camera matrimoniale standard, tre notti, tariffa base. Niente note, niente richieste speciali, niente “cliente abituale”.

Gli porgo la chiave con il sorriso professionale numero tre, quello neutro ma cordiale.

— “Ecco la sua stanza, signore.”

Lui prende la chiave.
La gira tra le dita.
La osserva con sospetto, come se gli avessi appena consegnato il telecomando di una navicella spaziale… ma senza spiegargli i pulsanti.

Poi alza lo sguardo.

— “Questa è una matrimoniale?”