2018.
Nel negozio di telefonia entra una ragazza piuttosto agitata. Non ha con sé né una scatola né un telefono da controllare, quindi penso voglia soltanto chiedere informazioni su un nuovo modello.
“Il mio iPhone è caduto nella darsena. È ancora in garanzia: Apple manda qualcuno a recuperarlo?”
Per qualche secondo cerco di capire se mi stia chiedendo davvero l’intervento di un tecnico subacqueo.
“No, purtroppo la garanzia non comprende il recupero del telefono.”
“E allora almeno mi fate uno sconto su quello nuovo?”
“No. Mi dispiace, ma la caduta accidentale e i danni causati dall’acqua non sono coperti dalla normale garanzia.”
“Ma è ancora in garanzia!”
“Lo capisco, però la garanzia copre i difetti del dispositivo. Non significa che il produttore debba sostituirlo qualunque cosa gli accada.”
“Comunque non mi è caduto. Mi hanno spinta.”
“Anche se è successo così, per l’assistenza il risultato non cambia.”
Se ne va poco convinta. Penso che la conversazione sia finita lì, invece circa 1 ora dopo la vedo rientrare completamente bagnata, dai capelli alle scarpe, con l’iPhone gocciolante stretto tra le mani come una reliquia.
“Sono entrata in acqua e l’ho recuperato io. Quando sono uscita mi hanno fatto anche l’applauso. Adesso me lo riparate?”
“Noi non effettuiamo quel tipo di riparazione. Può rivolgersi all’assistenza autorizzata, ma dopo un’immersione simile temo che il danno sia serio.”
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