Era sabato e arriva lei, scontrino alla mano, con l’espressione di chi ha appena scoperto una truffa internazionale ai suoi danni.

“Ieri ho comprato una tortiera. Nell’espositore c’è scritto che costa 6,99 euro. Guardi, guardi lo scontrino! Costa 7,50 euro!”

Prendo lo scontrino e leggo ad alta voce:

“Tortiera: 7,50 euro. Sconto promozionale: 0,51 euro.”

Lei indica immediatamente la prima riga.

“Ha visto? 7,50 euro!”

“Signora, se legge soltanto la prima riga, sì. Il prezzo di listino è 7,50 euro, poi nella riga sotto ci sono 51 centesimi di sconto. Quindi ha pagato 6,99 euro, esattamente il prezzo indicato sull’espositore.”

Le mostro anche il totale dello scontrino, pensando che a quel punto la questione sia risolta.

Lei lo guarda ancora per qualche secondo, poi mi fa:

“Ah, li fate così gli sconti?”

“C’è qualche problema?”

“No no, arrivederci.”

E se ne va con il suo scontrino e la sua tortiera pagata esattamente 6,99 euro.

Io invece sono rimasto lì a chiedermi come avrebbe preferito che glielo facessimo, lo sconto.