Una cliente arriva al banco del fast food con lo scontrino di un ordine già pagato al totem. Lo prendo e lo incastro nell’apposita fessura sul vetro: in questo modo posso leggere l’elenco senza che il foglio voli via mentre preparo tutto.
Comincio con una porzione di patatine, un fish and chips e una bottiglietta d’acqua. Quando torno al banco per controllare gli altri prodotti, lo scontrino è sparito.
La cliente lo sta rileggendo.
“Mi scusi, può lasciarmelo ancora un momento? Mi serve per completare l’ordine.”
“Sì, certo. Pensavo avesse già finito.”
Lo rimette nella fessura. Preparo altri 2 o 3 prodotti e, quando torno, lo trovo nuovamente nelle sue mani.
“Signora, l’ordine non è ancora completo. Senza lo scontrino non riesco a controllare che cosa manca.”
“Mi scusi, volevo soltanto verificare una cosa.”
Lo riposiziono. Questa volta arriva il marito, lo prende e comincia a leggerlo anche lui.
“Avrei ancora bisogno dello scontrino. Appena avrò terminato ve lo restituisco.”
L’uomo lo rimette al suo posto. Mi giro per sfornare una pizza e, quando torno, sono entrambi chini sul foglio per controllarlo un’altra volta.
A quel punto allungo la mano.
“Datemelo, per favore. Lo tengo io mentre finisco di preparare l’ordine.”
Lui, nonostante la mia mano tesa, sorride e domanda:
“Va bene qui?”
Appoggia lo scontrino sul piano che ci separa. Il foglio si arrotola, rotola lungo il bancone e cade su alcuni tranci di pizza destinati ai clienti.
Senza discutere prendo il trancio contaminato e lo butto nel contenitore dell’organico.
Non l’avessi mai fatto.
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