Lavoro per un noto gestore telefonico.

Mi occupo di telefonia fissa, mobile e della vendita di smartphone, anche a rate.

Per un periodo avevamo un Samsung in promozione: 2,99 euro al mese per 30 mesi, senza anticipo.

In totale poco meno di 90 euro.

Acquistato direttamente, invece, costava circa 150 euro.

Entra un cliente deciso a comprarlo in un’unica soluzione.

Provo a convincerlo.

Gli spiego il funzionamento delle rate.

Gli faccio due conti.

Gli mostro il risparmio.

Niente.

Allora sfodero la frase che, nella mia testa, avrebbe dovuto chiudere la vendita.

“Guardi, capisco che non voglia il pensiero della rata mensile… ma parliamo di meno di tre euro al mese, praticamente tre caffè. Perché pagarlo di più, quando può tranquillamente prenderlo a 90 euro?”

Silenzio.

Lui mi guarda.

Io guardo lui.

Nel frattempo il mio cervello riascolta la frase appena pronunciata.

“Perché pagarlo di più… quando può prenderlo a 90 euro.”

Avevo appena cercato di convincerlo… dicendogli il prezzo finale.

Che, fino a un secondo prima, non avevo minimamente intenzione di rivelare.

Lui sorride.

“Guardi… mi ha convinto.”

Tiro un sospiro di sollievo.

Poi aggiunge:

“Ma perché mi piace il telefono e perché voglio risparmiare… non perché mi abbia fatto una grande trattativa.”

Siamo scoppiati a ridere entrambi.

Alla fine ha firmato il contratto.

E negli anni è diventato uno dei miei clienti più affezionati.

Per fortuna, ogni tanto, anche gli autogol portano in vantaggio. 😄