Una mattina entrano nel negozio 2 signore, una anziana e una più giovane, con un contratto in mano. Mi spiegano che devono chiudere una linea attivata pochi mesi prima dal figlio e fratello.

“Per la disdetta dovrebbe venire personalmente l’intestatario.”

La donna più giovane abbassa lo sguardo.

“Non può venire. È morto 10 giorni fa.”

Per qualche secondo nel negozio non si sente più nulla. Chiedo di vedere il contratto e, appena leggo il nome, ricordo perfettamente quell’omone grande e grosso che era passato da me appena 15 giorni prima.

Era entrato con la sua solita gentilezza.

“Mi scusi, si ricorda di me?”

“Sì, certo. Mi dica.”

“Vorrei disdire il contratto perché ho perso il cellulare. Quel numero ormai non mi serve più.”

Gli avevo spiegato che bastava sostituire la SIM per recuperarlo.

“No, guardi. Prima non avevo né cellulare né internet, avevo soltanto quel telefono. Grazie a lei mi sono appassionato e gliene sono grato, ma adesso non mi interessa più.”

Avevo provato ad avvisarlo delle penali, perché il dispositivo era ancora legato alle rate.

“La ringrazio, ma va bene così.”

Alla fine gli avevo consegnato il modulo e indicato l’indirizzo al quale spedirlo.