Quattro o cinque mesi fa entra una cliente con la figlia.
Non risponde al saluto. Non risponde nemmeno al classico: “Ha bisogno?” che di solito è il minimo sindacale del vivere civile in un negozio.
Niente. Silenzio.
Si piazza lì, in mezzo, con quell’aria da “adesso ti faccio lavorare” e dopo qualche minuto mi fa:
“Deve provare dei giubbotti.”
Perfetto. Ci siamo.
Cominciamo il giro. Uno, due, tre, quattro… a un certo punto perdo il conto. Le faccio provare praticamente mezza parete: modelli più sportivi, più eleganti, imbottiti, leggeri, corti, lunghi.
Lei ogni volta guarda, storce il naso, commenta poco e male. La figlia invece poverina prova, si gira, si guarda allo specchio e ogni tanto prova pure a sorridere, ma capisco subito che lì decide tutto la madre.
14 Maggio, 2020 alle 9:06 am
Mia madre mi prendeva gli abiti sempre grandi… “in crescita” come diceva lei… solo che lo fa ancora anche se sono “non più in crescita”!