Mi autodenununcio.

Saranno passati 10 anni ma mi sento ancora un cacca quando ci penso.

Entro in un negozio di scarpe.

Vedo una commessa e mi avvicino per chiedere informazioni.

Lei è di profilo, con le braccia incrociate e un’espressione che, almeno ai miei occhi, sembra piuttosto annoiata.

Accenno un buongiorno e le spiego il modello di scarpe che sto cercando.

Lei ascolta in silenzio senza dire una parola.

Io finisco di parlare ma lei continua a stare zitta.

Passano forse due secondi.

Nella mia testa, però, diventano trenta.

E inizio a convincermi che mi stia ignorando.

A quel punto, non chiedetemi perché, invece di formulare una frase sensata, me ne esce un’assurda:

“Ma mi sta guardando?”

Intendevo dire che non si era girata completamente verso di me mentre parlavo.

Lei allora ruota il busto e finalmente mi guarda.

Molto, ma molto male.