Una mattina qualunque, campanello che suona.
Entra una signora trafelata, cappotto ancora mezzo slacciato, telefono in mano come una bussola impazzita.
— Buongiorno, cercavo il negozio di articoli per feste.
Sorridiamo. È una scena che abbiamo già visto.
— Guardi, forse intende quello che era nella bottega accanto alla nostra. Ha chiuso circa tre anni fa.
La signora sgrana gli occhi, abbassa lo sguardo sul telefono e lo rialza come se potesse contraddirci.
— Eh però l’ho trovato su internet… mi dà che il negozio è qua. Proprio qua.
Indica il pavimento, con l’aria di chi ha appena scoperto un tesoro sepolto.
— Sì, capisco. Ma noi siamo alla porta accanto. Quella bottega è in vendita da prima ancora che prendessimo questo locale. Vede l’insegna? Non c’è più nulla.
Lei esce un attimo, guarda la vetrina vuota accanto alla nostra, rientra.
— E ora come faccio? Il navigatore mi dice che è qui.
— Purtroppo le mappe a volte non vengono aggiornate. Noi vendiamo elettronica…
— Ah.
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