Questa storia mi è successa l’estate scorsa, nel pieno del mese di agosto.
Lavoro in una struttura che ha a che fare con le piante, un orto botanico aperto al pubblico. Una giornata come tante, con visitatori che passeggiano tra i vari percorsi e si fermano a osservare le specie più particolari.
A un certo punto mi si avvicina una famiglia composta da sei persone: due adulti e quattro bambini.
La signora mi chiede:
“Dove sono i camerini?”
Per un attimo penso di aver capito male. Magari cercava i bagni.
Così le rispondo:
“Intende i servizi?”
“No no, cerco proprio i camerini, così possiamo metterci i costumi.”
A quel punto la perplessità era tutta mia.
“Mi scusi signora, ma questa struttura non è una piscina…”
Lei mi guarda sorpresa e risponde:
“Ma come no?”
“Come no cosa?”
“Ci sono tutte quelle vasche con l’acqua e le piante dentro…”
Indica uno dei laghetti ornamentali del percorso.
“…non possiamo entrare anche noi?”
Per qualche secondo sono rimasto in silenzio, cercando di capire se stesse scherzando.
Non stava scherzando.
Era venuta in un orto botanico convinta di aver trovato una specie di acquapark particolarmente ricco di vegetazione. 😅
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