“Signora, per i panini deve aspettare ancora tre o quattro minuti, sono in forno.”

“Ma ho il gelato in macchina che mi si scioglie!”

“Purtroppo devono terminare la cottura, altrimenti dentro restano crudi.”

La signora sbuffò forte, guardando prima me, poi il forno, poi l’orologio come se stesse valutando una denuncia formale contro il tempo atmosferico.

“Ma non può fare niente?”

Io guardai i panini. I panini guardarono me.
O almeno, in quel momento, mi sembrò corretto impostarla così.

“Guardi,” sospirai con tono professionale, “vado a parlare con i panini e vedo che si può fare.”

Mi girai lentamente verso il forno e rimasi qualche secondo in silenzio, fingendo una trattativa diplomatica ad altissimo livello. Annuii due volte. Aggrottai la fronte. A un certo punto mormorai persino un “capisco la vostra posizione”.