Sabato sera.
Sono dietro al bancone di un locale.
Nel giro di pochi metri quadrati devo fare cocktail, gestire la cassa, consegnare giacche al guardaroba, lavare bicchieri, rifornire il ghiaccio e, già che ci siamo, distribuire anche le immancabili ciotole di patatine.
In pratica faccio il lavoro di tre persone con l’entusiasmo di una.
Sto preparando un Cuba Libre in piena serata, con gente che aspetta da bere da ogni lato del bancone, quando arrivano due ragazzi.
Uno indica la ciotolina di patatine.
“Scusa, ma queste patatine che marca sono?”
Resto fermo un secondo.
Non lo sapevo.
Non l’avevo mai saputo.
E sinceramente non avevo mai sentito il bisogno di scoprirlo.
“Guarda, non ne ho idea.”
“Ah.”
Fine?
No.
Perché arriva subito la seconda domanda.
“Ma sono gluten free?”
Ricordavo vagamente di averlo letto sul pacchetto durante uno dei rifornimenti.
“Credo di sì.”
Il ragazzo annuisce soddisfatto.
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