Al supermercato arrivano alla mia cassa marito e moglie. Lei gentilissima, lui con quell’atteggiamento da “vita, saltami addosso che mi scanso”, già scocciato prima ancora che qualcuno gli chieda qualcosa.
Nel carrello hanno più di 40 bottiglie tra bibite, vino e alcolici. Lui si ferma davanti alla cassa e annuncia:
“Le bottiglie le lascio nel carrello e ne passo una per tipo.”
La moglie lo guarda e gli risponde subito:
“È meglio se le metti sul nastro.”
Lui sbuffa. Guardo il carrello e, vista la quantità di bottiglie, intervengo anch’io:
“Se le mette sul nastro per me è più comodo, riesco a controllarle meglio e facciamo anche prima.”
Niente, sembra non calcolarmi neppure. La moglie allora ci riprova, stavolta con un tono che fa capire che quella discussione, probabilmente, l’ha già affrontata in altre 700 forme diverse:
“Mettile sul nastro, che dopo mi serve il carrello.”
Finalmente il marito si decide e, tra uno sbuffo e l’altro, comincia a sistemare le bottiglie. Io intanto passo il resto della spesa e mi accorgo che non hanno pesato 2 buste di pomodori.
“Questi non sono stati pesati.”
Lui mi guarda con quel modo di fare da prendere a schiaffi:
“C’era scritto che si pesavano in cassa.”
“Avrà letto che alla cassa facciamo il controllo del peso. I pomodori vanno pesati nel reparto ortofrutta.”
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