“Sono 7 euro.”
Il cliente mi porge 10 euro.
Batto lo scontrino, do il resto: 3 euro. Lui guarda le monete come se gli avessi appena venduto un sasso al posto del telefono.
“Scusi, ma le ho dato 10 euro.”
“Lo so. La cartuccia costa 7, il resto è 3. Qualcosa non va?”
“Eh, ma a casa mia il resto è di 5 euro.”
“Guardi, a meno che a casa sua non ci sia un cambio diverso dal resto d’Italia, 10 meno 7 fa 3.”
Non è convinto. Tira fuori il telefono, apre la calcolatrice, ci pensa su come stesse risolvendo un’equazione di secondo grado.
“10 meno 7…” lo dice ad alta voce, battendo i tasti uno per uno.
Il telefono gli dice 3. Lo guarda deluso, come se anche il telefono fosse complice.
“Vede? Fa 3.”
“Sì, ma il telefono è suo, quindi è anche un po’ di parte.”
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