Buongiorno e benvenuto! Cosa le posso dare?

Lo dico col tono automatico ma ancora educato, quello che a inizio turno cerchi di conservare come una specie protetta.

Tre caffè, due brioches, un bitter e due pacchetti di Camel.

Tutto d’un fiato. Senza guardarmi. Senza salutare.
Nel frattempo i pargoli — due, forse tre, numero imprecisato ma energia infinita — iniziano a frugare nella parete market come se fosse una caccia al tesoro: prendono, spostano, rimettono male, lasciano cose a metà. Una confezione cade. Nessuno se ne accorge. Ovviamente.

Io annuisco, inizio a fare i caffè, poi mi fermo.
Perché manca un dettaglio. Un dettaglio fondamentale.

Buongiorno, che brioches?

Lo ripeto. Con calma. Con dignità.