Lavoro in un’agenzia di assicurazioni e un giorno ricevo la telefonata di un signore interessato a stipulare una polizza sulla casa.

Comincio con le domande necessarie per preparargli un preventivo: tipologia dell’abitazione, metratura, comune, valore del contenuto, garanzie che vorrebbe inserire. Lui risponde tranquillamente e, una volta raccolti tutti i dati, verifico se possiamo applicare qualche agevolazione.

“Lei, sua moglie o un’eventuale convivente avete già altre assicurazioni con noi? Per i clienti esistenti è previsto un ulteriore sconto.”

“No, però mio fratello ha l’auto assicurata con voi.”

“Mi dispiace, ma in questo caso non possiamo applicarlo. Lo sconto vale soltanto se l’altra polizza è intestata al coniuge o a una persona convivente.”

Lui ci pensa per qualche secondo, poi trova la soluzione.

“Vabbè, dai. Facciamo finta che mio fratello sia il mio amante gay e mi fai lo stesso lo sconto?”

Rimango in silenzio il tempo necessario a capire se stia scherzando davvero oppure se si aspetti una risposta seria.

“Guardi, mi dispiace, ma non è possibile.”