Lavoro in un salone di parrucchieri.

Parrucchieri.

Lo specifico perché evidentemente, per alcune clienti, il concetto è molto più elastico di quanto pensassi.

Una signora viene da noi per fare il colore. Si accomoda e io vado nel retro a preparare la miscela. Nel frattempo la mia collega sta facendo la piega a un’altra cliente.

Quando torno, scopro che la signora ha già tentato di ampliare il pacchetto.

“Visto che sei libera, mi sono portata lo smalto. Dopo me lo metti?”

La mia collega, che in quel momento ha letteralmente una cliente davanti, le risponde:

“Guarda, mi dispiace, ma non facciamo manicure. E comunque oggi non avrei nemmeno il tempo.”

Io non avevo sentito lo scambio e torno con la ciotola del colore.

La cliente decide immediatamente di aggiornarmi sull’accaduto.

“Mamma mia, ho chiesto alla tua collega se poteva farmi la cortesia di mettermi lo smalto e mi ha detto che non ha tempo. Non mi pare ci sia tutto questo casino.”

Guardo la mia collega.

Guardo le postazioni occupate.

Guardo l’agenda.

“A parte il fatto che non è un servizio che facciamo, lei oggi è piena fino a stasera. Non è ancora riuscita nemmeno a mangiare.”

“Ah. Vabbè, dai.”

Pensavo fosse finita.