Ho lavorato per anni in un piccolo alimentari di paese.
Di quelli dove conosci praticamente tutti, dove i clienti entrano anche solo per fare due chiacchiere e dove, dopo un po’, impari che ogni frase va pesata attentamente.
Perché certa gente prende tutto alla lettera.
Un giorno entra una signora, prende un pezzo di pane e arriva alla cassa.
Niente di strano.
Batto il prezzo.
“Sono 1 euro e 75.”
Lei apre il portafoglio, ci guarda dentro e mi fa una domanda che avrò sentito mille volte.
“Posso darveli in spiccetti?”
“Certo signora, a noi fanno sempre comodo.”
Ed è lì che ho commesso l’errore.
Perché nella mia testa “spiccetti” significava qualche moneta da 10 o 20 centesimi.
Magari un paio da 50.
Insomma, il classico resto che torna utile in negozio.
Nella sua testa invece significava qualcosa di molto diverso.
Lascia un commento