Successa ieri sera, pieno turno, locale abbastanza pieno, il solito via vai: qualcuno che chiede il conto, qualcuno che entra per un caffè al volo, tavoli che si liberano e si riempiono. Io con il passo ormai da maratoneta: avanti e indietro tra bancone e sala.
Ad un certo punto entrano loro: tre adulti e un ragazzino di dieci, undici anni massimo. Non li avevo mai visti prima. L’uomo davanti — quello che subito si prende la scena — entra con l’aria di chi “sa come funziona”, ma in realtà non ha la minima idea.
— “Ehi ciao, noi ci sediamo.”
Nemmeno il tempo di chiedere cosa desiderano che parte in quarta:
— “Ci porti… aspetta eh… che ci porti? Ah sì, un succo, due birre, un crodino e questo… no aspetta, quello no… questo sì… e sì e no.”
Io respiro e annoto tutto a mente, che ormai con l’allenamento è come avere un registratore incorporato. Non importa che davanti a loro ci fossero già altri clienti in attesa: loro si siedono e basta.
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