In cassa la situazione sembrava tranquilla.
Un paio di clienti in fila, il classico bip-bip del lettore ottico, lo spicciolio delle monete, un bambino che piagnucola perché vuole le caramelle appese proprio lì — strategicamente piazzate per testare la pazienza umana.
Insomma, la solita normalissima giornata.

Poi arrivano loro.
Marito e moglie.
Coppia esperta, quella che entra con l’aria da veterani del supermercato: il carrello pieno ma perfettamente organizzato per categoria (latticini a sinistra, detersivi a destra, frutta al centro), la moglie in prima linea con il portafoglio pronto, il marito due passi dietro con l’atteggiamento da “io non commento ma controllo tutto”.

Comincio a passare la spesa sul nastro: latte, pasta, insalata, pane, yogurt… tutto fila liscio.
Finché, nel momento di apparente pace, una confezione di mirtilli decide di ribellarsi al sistema.

Plop.
Un salto, un rimbalzo, e poi la catastrofe.
Le minuscole sfere blu rotolano ovunque, scappando come se avessero un piano di fuga studiato da mesi.
Qualcuno giura di averne vista una rotolare fino al reparto surgelati.

Raccolgo i superstiti uno a uno, li rimetto nella confezione e, con il mio sorriso zen da “non è successo niente, signora”, dico:
— «Se vuole, vado un secondo in reparto e le prendo un’altra confezione.»