Martedì 8 marzo, ore 18.
Alle 18.30 devo recarmi da una cliente, devo portarle una coppia di casse acustiche per il computer e collegare il jack. Tempo di lavorazione: 5 minuti
Ore 18.05, sto per chiudere il laboratorio, ma arriva un cliente dell’ultimo minuto.
“Ho un bisogno disperato di te, una cosa veloce. Mi serve urgente per domani!”
“Cosa succede?”
“Devo entrare in una vecchia casella di posta con il telefono, non ricordo la password. Sono disperato, mi serve per domani un documento.”
Immaginando che “una cosa veloce” sarebbe diventato un percorso tortuoso e ricco di insidie, chiamo la cliente di cui sopra.
“Signora, sono mortificato, è un problema se vengo da Lei intorno alle 19?”
“Eeeeeehhhhhh, le 19? Nooooo è tardissimo, troppo tardi, facciamo domani.”
Intanto completo tutta l’operazione ad ostacoli: per recuperare la password occorre il numero di telefono, ma è usato dal figlio.
Chiama il figlio per ottenere l’sms, ovviamente non risponde subito.
Non è in grado di stampare il pdf da casa perché “quelle diavolerie di stampanti le progettano per voi tecnici”.
Accendo il bancone di lavoro e la stampante.
Ore 18.50 è tutto finito e riesco a chiudere il laboratorio.

Riprovo a chiamare la signora:
“Sono sempre io, mi scusi se disturbo. Posso esser lì fra 10 minuti.”
“No dai, è tardi. Dopo le 19 non faccio mai nulla.”

Mercoledì 9 marzo, il giorno dopo, la signora passa dal laboratorio.
“Ciao, sto portando la cagnetta a fare una bella passeggiata al parco, vedi come è contenta? Puoi venire alle 19.30?”

Vi voglio bene, lo sapete?

Ps: in caso ve lo steste chiedendo: no, non rispondo mai male a nessuno, al massimo sono sarcastico. Almeno quando sto lavorando.