Quando ero all’università lavoravo in un negozio di elettronica.
Quel giorno stavo coprendo il banco vicino all’ingresso per qualche minuto, mentre il responsabile era in pausa a fumare nel retro.
Entra una signora anziana. Si guarda intorno un attimo, poi viene dritta verso di me.
“Scusi, dov’è il reparto latte? Mi serve aiuto per trovare il latte.”
La guardo. Aspetto un secondo, convinto di aver capito male.
“Signora, guardi che questo non è un supermercato. È un negozio di elettronica.”
Lei mi osserva perplessa. Si guarda intorno di nuovo, più lentamente questa volta, come se solo allora si accorgesse degli scaffali pieni di televisori e non di scatole di pasta. Poi esce, senza dire altro.
Fine della storia. O almeno così pensavo.
Dopo qualche minuto entra un uomo sulla cinquantina, espressione di chi è già arrabbiato prima ancora di parlare. Arriva dritto al banco, senza guardare nient’altro.
“Ma che problemi ha lei?”
“Scusi?”
“Perché non ha aiutato mia madre a trovare il latte?”
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