Vendo delle presine da cucina a un euro l’una e, per evitare qualsiasi dubbio, metto un cartello sul banco:

PRESINE 1€ L’UNA

Mi sembrava abbastanza chiaro.

Arriva il primo cliente, si avvicina al banco, prende una confezione da sei presine, mi dà un euro e fa tranquillamente per andarsene.

Lo richiamo.

“Mi scusi, sono sei euro.”

“Come sei euro? C’è scritto un euro!”

“Sì, un euro l’una. Ha preso sei presine, quindi sono sei euro.”

“Ma sono tutte dentro lo stesso pacchetto!”

Gli faccio notare il cartello e gli spiego che la scritta mi sembra abbastanza chiara: una presina costa un euro.

Ne nasce una discussione perché lui continua a sostenere di avere ragione, ma la lingua italiana, almeno fino a prova contraria, mi sembra ancora abbastanza comprensibile.

A quel punto penso: va bene, magari “l’una” può creare confusione. Cambiamo cartello.

Scrivo:

PRESINE 1€ IL PEZZO

Stessa storia.

Qualcuno prende sei presine, mi dà un euro e quando gli spiego che deve pagarne sei mi guarda come se stessi modificando il prezzo sul momento per finanziare la mia fuga alle Cayman.

Cambio di nuovo cartello.

PRESINE 1€ CADAUNA

Niente.

Stessa identica solfa.

A quel punto comincio a pensare che forse “cadauna” sia una parola troppo sofisticata. Magari serve qualcosa di ancora più semplice, una frase che non lasci spazio a interpretazioni, cavilli o improvvise amnesie linguistiche.

Cambio nuovamente:

3 Commenti

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  1. Terza e più plausibile opzione: so stronzi cafoni!!!!

  2. dovevi scrivere: un pacco 6 euro

  3. Perché non toglie le gustine da 6 presine ? Oppure provia scrivere : 6 prezine = 6 euri . Cosi vedrà che tutti le chiederannose possonoaverne sciolte ad 1 euro l’una !

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