Punto vendita di una nota catena: quella della tigre volante, per capirci.
Visto che siamo vicini ad Hallloween vi racconto una cosa successa nello stesso periodo qualche anno fa.
Il sabato prima di Halloween, infatti, era il nostro personale girone infernale. Come ogni anno, il negozio era pieno di maschere, mantelli, decorazioni, bambini armati di oggetti rumorosi e adulti sfiniti dai capricci.
Ero alla cassa più vicina all’ingresso e, oltre ai pagamenti, gestivo cambi e resi. La regola era abbastanza semplice: entro 30 giorni, nello stesso punto vendita, con lo scontrino e l’articolo inutilizzato nella confezione originale.
Avevo appena iniziato il turno quando entra una signora con una busta. Una collega le indica la mia cassa e lei si precipita verso di me, ignorando completamente il cliente che sto già servendo.
“Devo fare un reso.”
Le rispondo che la aiuterò appena avrò terminato. Sbuffa, alza gli occhi al cielo e si sposta di mezzo metro: abbastanza per non essere formalmente davanti alla cassa, ma non abbastanza per smettere di fissarmi.
Quando arriva il suo turno, estrae dalla busta un costume da aragosta per cani. Una specie di corazza rossa imbottita, completa di zampe laterali e chele, capace di trasformare qualsiasi animale domestico in un piatto di pesce molto nervoso.
“È piccolo. Non entra al mio cane e voglio restituirlo.”
Le chiedo lo scontrino.
“Non ce l’ho più, ma l’ho comprato qui.”
Le spiego che, senza scontrino, non posso effettuare il reso. Mentre parlo, guardo meglio il costume e comincio ad avere anche un altro dubbio: non ricordo di averlo mai visto in negozio.
Scansiono il codice a barre, più per scrupolo che per altro. La cassa emette il classico suono d’errore e sullo schermo compare “articolo sconosciuto”.
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