Lavoro come segretaria in una piccola officina autorizzata. Siamo tre meccanici e io, e in certi periodi abbiamo anche una ventina di auto contemporaneamente tra tagliandi, riparazioni e controlli.

Squilla il telefono.

Rispondo.

“Salve, volevo sapere se la mia macchina è pronta.”

“Certamente. Mi dice quale macchina?”

La domanda, per lei, sembra già eccessiva.

“La mia.”

“Va bene… avrei bisogno almeno della targa oppure del cognome.”

“La targa non la so.”

“Non importa. Mi dica il cognome.”

Me lo comunica.

Cerco nel gestionale.

Niente.

Controllo di nuovo.

Niente.

“Signora, con questo cognome non risulta nessuna vettura qui in officina.”

La reazione arriva immediatamente.

“Ecco! Lo sapevo! Avete perso la mia macchina!”

Per qualche secondo cerco di immaginare come potremmo perdere un’automobile. Non un mazzo di chiavi. Non un documento.

Una macchina.

“Signora, non perdiamo automobili. Probabilmente è registrata con un altro nominativo. Mi aiuta a capire quale sia?”

“Ve l’ho portata io!”

“Non lo metto in dubbio. Si ricorda almeno il modello?”