Qualche anno fa lavoravo nella pizzeria di mia zia.

Una sera entra un ragazzo di circa quindici o sedici anni.

“Salve, vorrei un tavolo per tre.”

Nessun problema.

Lo accompagno al tavolo e, visto che è solo, gli chiedo quando arriveranno le altre due persone.

Mi guarda confuso.

“No, gli altri tre arrivano tra dieci minuti.”

“Quindi siete quattro.”

“No. Siamo tre più me.”

“Esatto. Tre più te fa quattro.”

Lui continua a guardarmi come se fossi io ad aver introdotto una nuova regola matematica.

“No, loro sono tre. Io sono già qui.”

“Certo. E tu sei una persona. Tre persone più una persona fanno quattro persone.”

Silenzio.