Io respiro, cerco di rimanere zen:
“Signora, se ne aveva bisogno poteva tranquillamente venire a prenderla quando ne avevamo. Adesso non posso fare nulla.”

Lei spalanca gli occhi, scandalizzata:
“Benissimo! Mi toccherà andare a dormire con -50°C!”

A quel punto, nella mia testa:
Temperatura reale fuori: +18°C.
Temperatura percepita: primavera.
Temperatura drammatica della signora: Siberia.

E per concludere in bellezza, prima di uscire sbraita:
“Vergognatevi!!!”

E se ne va, lasciandomi lì, con il mio lunedì appena iniziato e la sensazione di essere colpevole per l’estinzione delle stufe a pellet in tutto il continente.