A un certo punto lei si sposta vicino a lui nella zona più appartata della sala e iniziano a sbaciucchiarsi come due sedicenni.

Io nel frattempo cercavo di capire se sti poveri figli avrebbero mangiato entro mezzanotte.

Finalmente mi chiamano.

“Ok, due margherite da portar via.”

Mando tutto nel forno.

Quando le pizze stanno quasi uscendo mi avvicino e faccio:

“Ancora un paio di minuti.”

E lì lui cambia faccia.

“Ma quanto ci vuole?”

Io lo guardo.

“Guardi che stasera siamo pieni. Ve l’avevo detto prima.”

E lui subito nervoso:

“Noi abbiamo fretta.”

Che detto da uno che fino a trenta secondi prima stava limonando accanto alla pianta finta della sala aveva già il suo fascino.

Poi si alza pure per andare a controllare verso il forno.

Tempo due minuti.
Le pizze escono.

Le consegno.

Lui prende i cartoni senza neanche guardarmi e fa:

“Era ora.”

Poi escono velocissimi.

E io sono rimasto lì a fissare la porta pensando ai due figli a casa.

Che probabilmente avevano fame dalle sette e nel frattempo erano già passati direttamente ai biscotti.