In agenzia ricevo la telefonata di una cliente che, circa 1 mese prima, ha presentato la pratica per riscuotere il capitale maturato da una polizza vita.

Parte subito all’attacco.

“Non ho ancora ricevuto niente. Vi state tenendo i miei soldi, questa è una truffa! Se non risolvete, vi faccio scrivere dall’avvocato.”

Le chiedo i dati e apro la pratica.

Risulta chiusa già da 1 settimana, con il bonifico regolarmente disposto.

Controllo anche gli estremi del pagamento.

“Signora, la liquidazione è stata eseguita. Posso indicarle data e riferimento del bonifico: a questo punto deve verificare il conto oppure chiedere alla sua filiale.”

Lei mi interrompe, improvvisamente meno interessata all’avvocato.

“E io come faccio a sapere se i soldi sono in banca? Adesso lei deve andare nella mia filiale in via XXX, prenderli e portarmeli a casa.”

Per qualche secondo cerco una risposta professionale, ma nessuna supera la fase di collaudo.

Ho riagganciato. Non è stato il gesto migliore della mia carriera, ma l’alternativa era spiegarle che l’assicurazione liquida le polizze, non effettua consegne di contanti a domicilio.