Gentile signora che oggi alle 17:12 è entrata nella mia cartoleria,
mi permetta di scriverle due righe per ringraziarla pubblicamente, anche se lei probabilmente non tornerà mai più.
O forse sì.
E questa possibilità mi inquieta e mi conforta allo stesso tempo.

Grazie per avermi ricordato che esiste un livello di confusione che nemmeno Google Maps saprebbe mappare.
Una sorta di nebbia cognitiva in cui le parole perdono significato, gli oggetti diventano concetti astratti e la cartoleria si trasforma in un test psicologico.

È entrata con passo deciso.
Non il passo di chi “dà un’occhiata”.
Il passo di chi sa.
O almeno crede di sapere.

Mi ha guardato dritto negli occhi, senza esitazione, e ha detto:

«Mi serve quella cosa per scrivere
ma che non è una penna.»