Ore 7:00 del mattino.

Accanto al mio negozio c’è un ortofrutta.

Anzi, c’era un ortofrutta chiuso per ferie.

Sulla vetrina avevano appeso un cartello gigantesco, di quelli che si leggono da metà strada, praticamente un manifesto elettorale.

Entro in negozio, inizio ad aprire e vedo un signore fermo davanti alla vetrina che osserva attentamente il cartello.

Dopo qualche minuto si avvicina.

“Scusa, ma è ancora chiuso?”

“Sì.”

“E a che ora apre?”

Convinta che stesse scherzando, rispondo senza pensarci troppo:

“Sì sì, apre a minuti.”

Lui annuisce soddisfatto e torna davanti alla vetrina.

Io apro il negozio, servo qualche cliente, sistemo due cose e passa circa un’ora.

Verso le otto esco un attimo.

E lui è ancora lì.

Nella stessa posizione.

Davanti allo stesso cartello.

Ad aspettare.

A quel punto non riesco a trattenermi.

“Scusi… ma è ancora qui?”