Ripasso al tavolo dopo qualche minuto.
“Va tutto bene?”
“No, sono orribili. Immangiabili!”
Riferisco la risposta al pizzaiolo, che è anche il titolare.
“Togli le pizze e porta il conto. Se non sono di loro gusto, non devono mangiarle.”
Torno al tavolo. Alcune pizze sono già a metà, altre ne hanno conservato appena un quarto.
“Ve le porto via, così non siete costretti a mangiare qualcosa che considerate immangiabile.”
Raccolgo i piatti, rientro in cucina e stampo il conto. Quando torno, il tavolo è vuoto.
Mi affaccio e li vedo procedere spediti verso le automobili. Altro che arzilli: sembrano la nazionale di marcia.
“Signori! Quello che avete mangiato dovete pagarlo!”
Fingono di non sentire, quindi alzo la voce. A quel punto tornano indietro per rimproverare me.
“Non ci si comporta così! Non si urla dietro ai clienti!”
Non so come sia terminata la discussione, perché se ne è occupato il titolare.
Io sono rientrata in cucina a cuocere altre patatine, possibilmente abbastanza da rallentare la fuga dei clienti successivi.
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