E qui comincia a salirmi la scimmia, quella vera, quella che sale piano ma non si ferma più.

“Signora, quei 3 euro sono per il lavaggio e la stiratura di una cravatta normale. Qui stiamo parlando di una cravatta che lei ha lavato in acqua rovinandola, non certamente io. Le ho spiegato il lavoro che bisogna fare per rimetterla in ordine, il sarto non me la fa gratis, e nemmeno io lavoro gratis.”

“Io più di 5 euro non te le do.”

Ripete la cifra come se ripetendola potesse cambiare il costo reale del lavoro. Provo un’ultima volta a farle capire la situazione, con calma.

“Guardi, il problema non è la cifra in sé, è che il lavoro da fare costa quello che costa, indipendentemente da quanto lei sia disposta a pagare.”

“No no, io, davvero, più di 5 euro non te le do.”

Stessa frase, stesso tono, come un disco rotto. A quel punto smetto di cercare un accordo.

“E io invece le dico che come ha usato la lavatrice per lavarla può usare le forbici per scucirla, il ferro da stiro per stirarla aperta e ago e filo per ricucirla, perché il lavoro io non glielo faccio. Buonasera.”

Prende la cravatta, la rimette nel sacchetto senza dire una parola, ed esce dal negozio con la stessa espressione rinfrancata con cui era entrata.