Successo tempo fa. Arriva una signora con una cravatta di H*****S, appena ritirata da un sacchetto di plastica come se fosse un trofeo.

L’aveva lavata in lavatrice, l’errore più grande che si possa fare con un capo del genere, e il fusto interno, ovviamente, si era scollato e arrotolato su se stesso fino a diventare quasi un gomitolo di seta.

“Si può mettere a posto vero?”

La guardo, guardo la cravatta, e capisco subito che la risposta onesta richiederà più di una frase.

“Certo signora, ma bisogna lavorarci parecchio: bisogna scucirla tutta, stirarla aperta, poi devo portarla dal sarto che deve cambiare il fusto, perché di sicuro si è sfibrato, e farla richiudere da capo.”

“Ah bene! E quanto mi viene a costare?”

Tutta rinfrancata, come se il difficile fosse già passato e restasse solo da concordare una cifra simbolica.

“Signora, ci vorranno sui 30, 35 euro, la cravatta è da disfare e rifare completamente per sistemarla.”

“Ah no! Io non voglio spendere più di 5 euro, ho visto che nel listino le cravatte le fai a 3 euro.”