“Eh, voi fate confusione apposta. Fate i furbi con i prezzi.”

Non lo dice una volta sola. Continua a ripeterlo davanti a tutti, mentre la cassiera cerca di spiegargli che le offerte cambiano e che probabilmente ha guardato un volantino precedente.

Per evitare altre discussioni, chiama una collega. La collega prende il volantino e controlla prodotto, formato e date. La passata scelta dal signore era effettivamente in promozione, ma fino al giorno prima. Quella scontata da oggi è un’altra.

“No, quella non mi serve. Tanto non è urgente.”

Fa togliere anche i barattoli e conclude il pagamento. Nessuna scusa, nessun “mi sono confuso”, nemmeno dopo aver accusato più volte le cassiere di voler fregare i clienti.

Il problema non era la sua età. Con tutti quei prodotti, volantini e periodi promozionali può sbagliare chiunque. Il problema era aver trasformato una normale confusione in un’accusa personale contro 2 lavoratrici che, fino alla fine, avevano soltanto cercato di aiutarlo.

Lui se n’è andato tranquillamente. La cassiera, invece, è rimasta dietro al banco, in evidente imbarazzo, a servire il cliente successivo come se non fosse appena stata chiamata furba davanti a tutta la fila.