“Se vuole, posso attivargliela. Con la tessera fedeltà avrebbe 6,50 € di sconto di benvenuto.”

L’uomo finalmente smette di fissare lo scaffale. Il passaggio al vernacolo locale segnala la sospensione delle cortesie e l’arrivo di uno di quei momenti di sincerità campagnola a doppietta spianata.

“Scòltame. Te do mi 6 euro se te lassi star.”

(Traduzione artistica: Ascoltami: te li do io 6 €, se non mi rompi le balle)

Sipario calato a precipizio, senza aspettare gli applausi del pubblico, che d’altronde non c’era.

Non provo nemmeno a illustrargli raccolte punti, offerte riservate o vantaggi futuri.

Il marketing aveva incontrato la sincerità campagnola e la sincerità campagnola aveva vinto per abbandono.

Ho terminato la spesa senza nominare mai più la tessera. Lo sconto di benvenuto è rimasto al supermercato e lui ha conservato qualcosa che, evidentemente, valeva almeno 6 €: la pace.