“No guardi, sono sicura. Ha perso un anno.”
“Certo, può aver perso un anno scolastico. Ma se è nata nel febbraio 2013, nel febbraio 2026 ha compiuto 13 anni.”
Niente.
“No guardi, io glielo prendo lo stesso. Magari si è portata avanti un anno per comodità, sa come vanno queste cose.”
“No signora, sinceramente non so come vadano queste cose. Ma se a lei va bene, ok.”
Compra il biglietto dei 14 anni.
Qualche giorno dopo torna.
E non torna per comprare qualcosa. Torna proprio da me.
“Ha visto? Avevo ragione io! La bambina ha perso un anno di scuola, quindi si è portata avanti. Me lo ha detto la mamma.”
“Perfetto signora. Se lei è contenta, va bene così.”
Non ho insistito.
A quel punto c’era il rischio concreto che, continuando a discuterne, la ragazzina arrivasse direttamente ai 15.
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