Faccio la cassiera nella biglietteria di un parco con giochi gonfiabili sull’acqua. La piscina è profonda 3 metri e alcuni percorsi sono piuttosto impegnativi, quindi i bambini sotto 1,40 metri devono entrare accompagnati da un adulto. Naturalmente pagano entrambi.
Prima di pranzo arrivano un padre e suo figlio, palesemente al di sotto dell’altezza prevista. Li saluto e spiego come funziona l’ingresso.
“Mio figlio sa nuotare, può entrare da solo.”
“Non metto in dubbio che sappia nuotare, ma, considerata l’altezza e la difficoltà dei giochi, deve essere accompagnato.”
Il padre comincia a scaldarsi.
“Le ho appena detto che sa nuotare. Gli faccia il biglietto e basta.”
“Non posso. La piscina è profonda 3 metri e oggi c’è anche maestrale. Sono regole di sicurezza che devo rispettare.”
Lui porge comunque i soldi per un solo ingresso.
“Mio figlio entra da solo. È un pesce di mare!”
“Mi dispiace, ma non cambia nulla. Per entrare deve essere accompagnato.”
“Voglio parlare con la titolare.”
“La titolare vive fuori città e le darebbe esattamente la stessa risposta.”
A quel punto alza ulteriormente la voce.
“Siete dei c*****i, soltanto dei c******i!”
Mi lancia sul banco i soldi necessari per 2 biglietti e io comincio a battere lo scontrino. Poi si gira verso il figlio.
4 Ottobre, 2021 alle 5:08 pm
Povero bambino, che genitore si ritrova!