Faccio la cassiera nella biglietteria di un parco con giochi gonfiabili sull’acqua. La piscina è profonda 3 metri e alcuni percorsi sono piuttosto impegnativi, quindi i bambini sotto 1,40 metri devono entrare accompagnati da un adulto. Naturalmente pagano entrambi.

Prima di pranzo arrivano un padre e suo figlio, palesemente al di sotto dell’altezza prevista. Li saluto e spiego come funziona l’ingresso.

“Mio figlio sa nuotare, può entrare da solo.”

“Non metto in dubbio che sappia nuotare, ma, considerata l’altezza e la difficoltà dei giochi, deve essere accompagnato.”

Il padre comincia a scaldarsi.

“Le ho appena detto che sa nuotare. Gli faccia il biglietto e basta.”

“Non posso. La piscina è profonda 3 metri e oggi c’è anche maestrale. Sono regole di sicurezza che devo rispettare.”

Lui porge comunque i soldi per un solo ingresso.

“Mio figlio entra da solo. È un pesce di mare!”

“Mi dispiace, ma non cambia nulla. Per entrare deve essere accompagnato.”

“Voglio parlare con la titolare.”

“La titolare vive fuori città e le darebbe esattamente la stessa risposta.”

A quel punto alza ulteriormente la voce.

“Siete dei c*****i, soltanto dei c******i!”

Mi lancia sul banco i soldi necessari per 2 biglietti e io comincio a battere lo scontrino. Poi si gira verso il figlio.