Come diceva Shakespeare, tutto il mondo è un palcoscenico e la cassa del supermercato non fa eccezione.
Entra dunque in scena un padre di famiglia trafelato, con le braccia piene di articoli che scarica sul nastro come una carriola: biscotti, tè, fette biscottate, olio d’oliva, assorbenti e altri prodotti scelti seguendo una lista che non sembra riuscire a decifrare del tutto.
Avrà circa 45 anni.
A occhio e croce 2 figli, forse carpentiere o idraulico, e l’aria di chi è stato spedito a fare la spesa con istruzioni molto precise, destinate a diventare meno precise a ogni corsia.
Nel frattempo io, quasi eroe della rappresentazione, desidero soltanto fare bene il mio mestiere. Passo gli articoli e provo a usare le nozioni di marketing che ci hanno raccomandato.
Comincio a passare i prodotti.
Lui continua a guardare alle mie spalle, forse verso lo scaffale degli alcolici.
Nella sua testa potrebbe già star cercando la giustificazione per tornare a casa con una bottiglia di grappa, ma senza uno degli articoli che la moglie gli aveva raccomandato di non dimenticare.
Sono quasi certo che mancherà proprio la cosa più importante della lista. La grappa, al contrario, arriverà a casa grazie a una spiegazione elaborata durante il tragitto.
Quando il conto è quasi concluso, gli rivolgo la domanda prevista.
“Buongiorno, ha la nostra tessera?”
“No.”
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