In paese c’è una chiesetta minuscola dove tutti sanno tutto.
Chi litiga.
Chi tradisce.
Chi canta male.
Chi occupa sempre lo stesso banco dalla Prima Repubblica.

E poi c’era il gatto.

Un tigrato enorme chiamato Anselmo.
Nome da pensionato che gioca a briscola al bar.

Nessuno sapeva da dove fosse arrivato ma a un certo punto aveva semplicemente deciso che la chiesa era casa sua.

Dormiva in sacrestia.
Girava durante la messa.
Si sedeva davanti all’altare con l’aria di uno che controlla la situazione.

Il vecchio parroco lo lasciava fare.
Anzi, gli parlava pure.

“Fatti più in là Anselmo che devo prendere il vino.”

Le vecchiette lo adoravano.
Il sagrestano gli teneva i croccantini accanto alle ostie.

Poi il parroco va in pensione.

E arriva quello nuovo.