“Certo, così l’anno prossimo torno qui e spendo altri soldi!”

Io provo ancora a spiegare che con gli scarponi non si scherza,
che basta una misura sbagliata per farsi male seriamente, ma niente.

A quel punto arriva il titolare perché ormai il tono era diventato da discussione filosofica sulla truffa globale degli scarponi.

Lo ascolta due minuti e poi gli fa:

“Signore, se vuole glieli vendiamo anche tre numeri più grandi. Ma glielo stiamo dicendo chiaramente: è una pessima idea e suo figlio rischia pure di farsi male.”

Il padre ancora lì a brontolare:

“E poi magari non posso neanche riportarli, vero?”

E lì la moglie gli dà proprio una botta dietro la testa e sbotta:

“Cioè… ti stanno dicendo che gli scarponi troppo grandi possono fargli male e tu ti preoccupi del reso? Sei davvero uno stronzo.”

Silenzio totale.

Il bambino cercava di sparire dentro il piumino.
Io fissavo il pavimento.
Il titolare si era girato dall’altra parte per non ridere.

Alla fine gli scarponi giusti li ha comprati la madre.