“Scusi… cosa?”

“Il curucucù!”

Lo ripete con assoluta sicurezza.

“Quello lì… come si chiama?”

A quel punto l’illuminazione.

“Ahhhh… il curriculum!”

“Eh sì, quello. Il curucucù.”

Io ormai sto lottando per mantenere un tono professionale.

La signora invece continua come se nulla fosse.

“Posso mandarlo?”

“Certo signora. Le do l’indirizzo e-mail.”

“No no.”

“No?”

“Lo mando per telefono.”

In quel momento ho capito che la battaglia era persa.