Lavoro come commessa in una pasticceria.
Una mattina il negozio è tranquillo, sto sistemando alcune confezioni dietro al bancone quando squilla il telefono.
Rispondo.
Dall’altra parte nessun saluto, nessuna presentazione, niente.
Solo una domanda sparata a raffica:
“Cercate personale?”
“No signora, mi dispiace.”
Pausa.
“Non cercate personale?”
“No signora, al momento siamo al completo.”
Silenzio.
Poi arriva la controffensiva.
“Posso mandare il curucucù?”
Mi blocco.
Letteralmente.
Per qualche secondo il mio cervello cerca di capire se ho sentito male.
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