Lavoro in biglietteria ferroviaria.
Siamo ai primi di agosto.
Milano è praticamente deserta, la stazione sembra svuotata e dopo diverse ore dietro al vetro decido che è arrivato il momento di concedermi un lusso estremo.
Andare in bagno.
Prendo il cartello con scritto:
“Riapre tra 10 minuti”
e mi preparo a metterlo sullo sportello.
Proprio in quel momento vedo una signora arrivare di corsa.
“Aspetti!”
Mi fermo.
“Dica.”
Lei si avvicina trafelata.
“Dove va?”
Io penso che debba comprare un biglietto urgente.
“Mi dica pure, che biglietto le serve?”
“No, deve aspettare mio marito. Sta cercando parcheggio. Dieci minuti e arriva.”
Resto qualche secondo in silenzio.
Poi le rispondo:
“Va bene signora. Allora rimanga qui così non perde il posto in fila. Io torno subito.”
Che, considerata la stazione semivuota, era un concetto piuttosto teorico.
Mi allontano di qualche passo.
Lascia un commento