“Ma dove va?”

“In bagno, signora.”

“Ah.”

Ci pensa un secondo.

“Vabbè, se la tenga un attimino e mi faccia il biglietto.”

Mi fermo di nuovo.

“Signora, prima le ho chiesto dove dovesse andare e mi ha detto che stava aspettando suo marito.”

“Sì.”

“E quindi il biglietto lo facciamo quando arriva suo marito, giusto?”

“Sì.”

“Allora vado in bagno e torno.”

Lei continua a guardarmi.

Poi scuote la testa.

“Comunque non stia qui a perdere tempo.”

Io ormai ero completamente disorientato.

“Come scusi?”

“Già non ha voglia di lavorare…”

Pausa.

“…però se deve andare davvero in bagno vada.”

E niente.

In pochi secondi ero riuscito a passare da dipendente che stava andando a fare pipì a fannullone che cercava una scusa per non lavorare.

Il tutto mentre la cliente che mi stava trattenendo non aveva nemmeno ancora deciso quale biglietto comprare.

Da quel giorno ho imparato una cosa.

Per alcune persone puoi controllare i treni, gli orari e forse anche il traffico cittadino.

Ma non osare avere una vescica.